Export lapideo 2017: sale il grezzo (+21%), calano i lavorati (-7,8%)

Foto Ennevi

La politica delle quantità che si va nuovamente affermando nel mondo lapideo, con particolare riguardo alla congiuntura dell’ultimo biennio, non è priva di eccezioni, tra cui emerge quella dell’Italia, il Paese che vanta le maggiori tradizioni di settore e che costituisce tuttora un modello di riferimento, almeno dal punto di vista della qualità, e delle potenzialità offerte dalle sue tecnologie. Del resto, le condizioni operative non sono uguali per tutti, con differenze talvolta decisive, indotte da collocazione geografica, dotazioni infrastrutturali, capacità di valorizzare le risorse, propensione all’investimento, qualificazione professionale, volontà politica.

In Italia, la gestione delle attività settoriali continua ad evolversi in modo disomogeneo: da un lato, la disponibilità di ampie riserve accertate, di una competenza straordinaria e di una produzione tecnologica oltremodo avanzata la pongono in condizioni potenziali di vantaggio, che peraltro vengono regolarmente elise da strozzature finanziarie, difficoltà di accesso al credito agevolato, massimalismo ecologista, ristagno dell’attività edilizia, carenze promozionali, limiti della politica d’intervento. Si tratta di una condizione evidentemente contraddittoria, con effetti conseguenti sull’economia del settore e sui risultati della sua gestione, a cominciare dall’interscambio: effetti positivi soltanto in parte, come attestano le cifre.

Nel 2017 l’esportazione italiana ha fatto registrare una crescita di oltre centomila tonnellate, con un progresso del 4,6 per cento, che diventa più apprezzabile a fronte delle diminuzioni ascritte nel triennio precedente, per un totale di circa 14 punti. D’altra parte, la crescita in parola si deve quasi esclusivamente ai grezzi calcarei, dove le spedizioni si sono incrementate nella misura di 250 mila tonnellate, raggiungendo il nuovo massimo storico e mettendo a segno un balzo del 21 per cento, mentre i lavorati hanno perduto oltre centomila tonnellate, con una contrazione del 7,8 per cento che nel ragguaglio ventennale ammonta addirittura alla metà, evidenziando un decremento pari a 1,4 milioni di tonnellate.

Il ruolo crescente assunto dal grezzo nell’export italiano diventa particolarmente chiaro nella scomposizione delle spedizioni per tipologia di prodotto in quantità ed in valore, dove quelle dei blocchi e delle lastre a piano sega di materiali calcarei sono pervenute alle quote massime proprio nel 2017, raggiungendo il 49 per cento nei volumi ed il 20,8 per cento nei flussi valutari (tav. 56), mentre sono specularmente diminuite al 42,4 per cento le vendite estere di lavorati con valore aggiunto, ed al 75,4 per cento quelle in valore, con regressi rispettivi di sei punti e mezzo, e di oltre quattro. Ne emerge una modificazione strategica che è pervenuta ad una preferenza più accentuata per la politica del grezzo: da una parte, per l’incremento della domanda estera di blocchi, e dall’altra, per la diminuzione di quella del prodotto finito, ma nello stesso tempo per la minore disponibilità agli investimenti nel processo di verticalizzazione.

I maggiori acquirenti del grezzo italiano, con largo vantaggio sugli altri, sono la Cina e l’India, che nel 2017 hanno alimentato il 68 per cento del totale esportato dall’Italia, con un’incidenza pressoché uguale in valore, mentre le spedizioni totali hanno raggiunto 452 mila tonnellate, con un aumento del 29,8 per cento rispetto al 2016, e del 21,3 per cento in valore. I prezzi medi sono cresciuti per quasi tutte le vendite, comprese quelle nei mercati minori (tav. 57) dando luogo, anche per questo aspetto, ad un vero e proprio “rally”.

Quanto all’import, l’andamento negativo è stato ancora più forte, con un regresso di 140 mila tonnellate nei confronti del 2016, pari al 12,4 per cento, che porta a sette quelli annuali consecutivi e registra un crollo del 63,5 per cento rispetto al massimo del 2006, a cui corrisponde una media annua nell’ordine dei sei punti (tav. 58): ciò, senza dire che gli approvvigionamenti italiani dall’estero, un tempo costituiti in larga maggioranza da grezzi, con riferimento prioritario a quelli silicei, sono pervenuti al 25,8 per cento di materiale lavorato, evidenziando un ulteriore elemento critico per quanto riguarda le attività di segheria e di ulteriore trasformazione del prodotto semilavorato.

Il rovescio della medaglia assume un’evidente visibilità nell’andamento dei valori medi, in specie del materiale finito, dove l’accelerazione si è fatta più cospicua proprio negli ultimi anni, tanto che nel 2017 il prezzo per unità di prodotto ha conseguito il nuovo massimo con oltre 63 euro al metro quadrato equivalente (tav. 59) speculare a quello in valuta extra-europea, di poco inferiore ai 72 dollari, come già evidenziato nel raffronto con le quotazioni altrui, che vede proprio l’Italia in posizione di leader. Questo valore medio esprime alcuni massimi per singole destinazioni largamente superiori ai cento dollari, come è avvenuto, nell’ordine, per Regno Unito, Russia, Stati Uniti e Canada, a conferma di un gradimento per il prodotto italiano ormai consolidato (tav. 60) ed esteso anche ai mercati più interessati a materiali correnti ed a formati standard, quali Germania, Arabia Saudita, Emirati e Kuwait.

Il consuntivo italiano del 2017, in conclusione, mette in evidenza una gestione prevalente finalizzata alla redditività, tipica delle politiche aziendali rivolte al beneficio immediato, che non appare allineata a quella di altri Paesi protagonisti e concorrenti, cominciando dall’India e dalla Cina, dove le opzioni prevalenti sono orientate in senso quantitativo: beninteso, senza pregiudizio degli equilibri globali di gestione, ma attraverso un profitto che riviene soprattutto dai maggiori volumi prodotti e venduti. In questo senso, le indicazioni già emerse negli esercizi precedenti circa la vocazione italiana a riconsiderare la strategia del valore aggiunto nell’ottica dei mercati di nicchia, e soprattutto a sviluppare le opzioni di mercato in favore del grezzo, ne traggono ulteriore conferma.

Export mondiale: chi sale e chi scende. Una congiuntura a macchia di leopardo

Il rapporto 2016 (Foto MarmoNews)

L’interscambio lapideo mondiale, dopo la notevole battuta d’arresto del 2015, ha ripreso a crescere, sia pure con notevoli vischiosità, e nel 2016 ha messo a segno una crescita complessiva dello 0,9 per cento, portandosi a 53,5 milioni di tonnellate, al netto dei sottoprodotti. Si tratta di un risultato positivo, laddove sia visto nell’ottica di una congiuntura difficile anche per i materiali concorrenti, ma non si deve dimenticare che è stato conseguito a fronte di una flessione contestuale dei ricavi pari al sette per cento, con un calo del giro d’affari superiore al miliardo e mezzo di dollari.
Nell’ambito degli otto maggiori protagonisti, che hanno contribuito all’export mondiale con uno “share” di almeno un punto, e che hanno ascritto il 70,6 per cento delle spedizioni globali, quattro hanno progredito, mentre altri quattro hanno visto ridurre le proprie quote. Il primo gruppo comprende India (+ 12.3), Brasile (+ 5.3), Grecia (+ 1.7) e Turchia (+ 1.6) mentre nel secondo trovano posto Portogallo (- 4.2), Spagna (- 6.7), Italia (- 7.3) e Cina (- 9.1). Quest’ultimo Paese mantiene il primato dell’export in cifra assoluta, grazie al forte vantaggio precedente, esprimendo tuttora il 21,6 per cento del totale, ed avendo fatturato 11,6 miliardi di dollari, ma il suo vantaggio sull’India si è dimezzato, riducendosi a poco più di tre punti.
Nella graduatoria degli otto Paesi leader, il 2016 ha visto il sorpasso del Brasile, salito al quinto posto assoluto ai danni della Spagna, mentre la Turchia ha consolidato il terzo posto, con uno “share” del 12,4 per cento. E’ da notare che i primi tre esportatori hanno assommato, da soli, il 52,3 per cento delle spedizioni mondiali, confermando una leadership che consente, in larga misura, un sostanziale controllo quantitativo dei mercati.
L’Italia, dal canto suo, ha confermato un trend discendente di lungo periodo, conservando il quarto posto ma perdendo un ulteriore mezzo punto nella quota di mercato mondiale, scesa al 5,2 per cento, ed ascrivendo una decrescita percentuale che risulta inferiore soltanto a quella della Cina. Va peraltro soggiunto che nel suo export del prodotto finito, struttura portante dell’export italiano, la quotazione media si continua a porre ai vertici mondiali, con un prezzo di oltre 68 dollari per metro quadrato equivalente (allo spessore convenzionale di cm. 2), che risulta quasi doppio rispetto a quello planetario.
Il panorama complesso del lapideo italiano, che cede anche nella graduatoria produttiva, dove si colloca al sesto posto con il 4,3 per cento dei volumi estratti nel mondo (dietro Cina, India, Turchia, Brasile ed Iran), trova completamento anche nell’import, pressochè dimezzato nel lungo periodo, con un consuntivo per il 2016 sceso a poco più di un milione di tonnellate: anche in questo caso, al sesto posto mondiale. Poiché l’import dell’Italia risulta costituito in larga maggioranza da grezzi, ne consegue la conferma di una tendenza al ribasso anche per quanto si riferisce alle attività trasformatrici nazionali.
Le conclamate esigenze di maggiori attenzioni per il settore lapideo italiano e per la sua notevole importanza socio-economica, in specie nei tradizionali distretti leader, ne traggono motivi di ulteriore ed evidente validità, assieme a quelle di adeguati interventi in campo infrastrutturale, finanziario, professionale, e naturalmente, nel sistema di promozione.

Export lapideo italiano: Continua la crescita della redditività in un mercato riflessivo

(Foto Daniele Canali)

I dati circa le spedizioni all’estero di marmi e pietre nei primi otto mesi dell’esercizio 2016 hanno confermato la precarietà della congiuntura già rilevata in precedenza, con qualche accentuazione nelle quantità vendute, ma nello stesso tempo, con un’ulteriore crescita della redditività, che sembra inserirsi in una tendenza generale già illustrata nel “XXVII Rapporto mondiale” del settore presentato alla Fiera di Verona.

 

A conti fatti, il valore medio per unità di prodotto dell’esportazione lapidea italiana è cresciuto del 3,8 per cento nei grezzi e del 5,5 per cento nel prodotto finito, con incrementi rispettivi da 718 a 745 euro per metro cubo, e da 53,8 a 56,8 euro per metro quadrato equivalente (nel ragguaglio allo spessore convenzionale di cm. 2). E’ l’altra faccia della medaglia: da una parte si sono cedute quote di mercato, ma dall’altra, chi è rimasto competitivo ha potuto conseguire risultati migliori di gestione.

 

Il fatto che questi consuntivi si riferiscano a due terzi dell’esercizio 2016, confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente, fa presumere che quelli finali possano essere sostanzialmente conformi. Tuttavia, sarà importante confrontarli soprattutto con i risultati conseguiti dagli altri maggiori Paesi lapidei, a cominciare dalla Cina, che nel 2015 aveva fatto registrare la crescita più alta della redditività.

 

Il comparto lapideo italiano, in buona sostanza, continua a perseguire una strategia qualitativa, supportata dal costante adeguamento tecnologico, che consente, se non altro, di trasferire sui prezzi le maggiorazioni dei costi produttivi, almeno da parte delle imprese capaci di investire in misura conforme alle esigenze del mercato. Quelle marginali, invece, possono sopravvivere all’insegna di una precarietà sempre più selettiva.

 

Lo stato di salute non ottimale del marmo e della pietra, quale emerge dall’analisi dell’interscambio italiano, ha trovato conferma nel ridimensionamento dell’import di materiale grezzo, espresso da consuntivi a due cifre. Ciò significa che la domanda interna continua a languire, con ovvie conseguenze per quanto riguarda le attività domestiche di trasformazione. In altri termini, il solo parametro in ascesa resta quello del valore medio all’export, significativamente più alto nel lavorato, con tanti saluti a chi continua a mettere in dubbio la validità delle politiche di valore aggiunto.

 

Una prima conclusione di tutta sintesi consente di porre in luce che il materiale lapideo, bene comune di forte impatto sociale, continua a svolgere un ruolo di promozione economica da tutelare e da valorizzare, in analogia a quanto stanno facendo i Paesi che hanno compreso le funzioni strategiche del comparto e la sua idoneità a supportare la tutela socio-economica dei comprensori interessati, ed in prospettiva, uno sviluppo consentito dall’apprezzamento per il prodotto di natura e dalle dimensioni della domanda mondiale.

Export lapideo italiano 2015: perdite in quantità e valore (al netto del favorevole cambio euro/dollaro)

Prendendo spunto dalle prime anticipazioni del XXVII rapporto mondiale sull’andamento del marmo e delle pietre, redatto da dott. Carlo Montani, possiamo mettere in evidenza che la congiuntura del 2015 ha visto una crescita più attenuata rispetto al passato della produzione e dei consumi mondiali, assommando a circa 140 milioni di tonnellate nette, per un aumento di due punti percentuali; all’opposto, l’interscambio mondiale complessivo, dal punto di vista quantitativo, ha ottenuto una diminuzione dell’ordine del meno 7%, in valore assoluto si è trattato di circa 4 milioni di tonnellate.

In questo scenario diventa interessante osservare brevemente l’andamento dell’Italia, il cui consuntivo può essere definito sostanzialmente stazionario, se non addirittura negativo nella disamina delle quantità nell’arco degli ultimi quindici anni.

Andiamo con ordine: le esportazioni italiane in quantità di materiale lapideo grezzo hanno raggiunto la quota di 1.413.841 tonnellate, un risultato inferiore non solo all’annualità precedente, ma addirittura bisogna risalire al 2009, l’anno peggiore per le vendite italiane, per incontrare un dato quantitativo minore. Nell’arco dell’ultimo anno le tonnellate perse sono state più di 94mila e diventano addirittura 150mila se si confrontano con quelle del 2013, l’anno record per quanto riguarda la vendita all’estero da parte delle aziende lapidee italiane di materiale grezzo. In termini percentuali il calo complessivo è stato del -6,3%.

Nel dettaglio delle componenti segnaliamo che i calcarei grezzi, pari ad un export di circa 1.275.964 tonnellate nell’ultimo anno, hanno registrato il peggior risultato dell’ultimo quinquennio, perdendo circa 100mila tonnellate di materiale nell’ultimo periodo, per un calo delle quantità esportate del -7%. All’opposto per i silicei grezzi la quota esportata ha raggiunto le 138mila tonnellate, in crescita del +1,3% nel raffronto con il 2014, nonostante si tratti ancora del secondo peggior risultato degli ultimi quindici anni.

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Se le quantità di materiale grezzo esportate nel 2015 hanno sostanzialmente mostrato dei numeri non soddisfacenti, cambia lievemente il saldo finale se si osserva l’andamento dei lavorati lapidei. In questo caso i lavorati semplici hanno perso il -12% rispetto al’anno precedente toccando con 116mila tonnellate il livello più basso di sempre, mentre la componente di maggior importanza, i lavorati speciali, con 1.475.998 tonnellate, hanno leggermente incrementato la loro quantità nel raffronto con il 2014, un +0,9% che mostra una ripresa, ma che risulta il terzo più sfavorevole trend negli ultimi sei anni.

L’ardesia con 10mila tonnellate esportate è aumentata del +10,7% in un solo anno.

In sostanza il complesso dei materiali lapidei lavorati e usciti dall’Italia nell’ultimo anno assomma a circa 1,6 milioni di tonnellate, una quantità sostanzialmente stabile rispetto all’anno 2014, con un piccolissimo calo quantificabile percentualmente in un -0,1%, sufficiente comunque a rendere il consuntivo 2015 il peggior di sempre.

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Infine è doveroso considerare che la quota totale di materiale lapideo complessivamente esportato, sia lapideo grezzo che lavorato, ha superato di poco i 3 milioni di tonnellate, rappresentando il risultato meno buono degli ultimi quindici anni, con la sola eccezione dell’anno horribilis 2009.

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Giova a questo punto una breve disamina del giro di affari dell’export italiano, considerando che la valuta del dollaro statunitense è quella maggiormente rappresentativa delle reali dinamiche registratesi nell’anno 2015.

Se le valutazioni delle quantità esportate ha segnato il passo, soprattutto in un’analisi più tendenziale delle serie storiche del settore, ancor meno rassicuranti appaiono gli andamenti del valore delle vendite.

Se il cambio euro/dollaro può aver facilitato i fatturati di alcune aziende italiane, difatti l’esportazione lapidea si è incrementata, sia pure in misura contenuta, nel ragguaglio alla moneta unica europea, meno propensi alla soddisfazione appaiono coloro che valutano i bilanci aziendali al netto dei favorevoli mutamenti monetari.

I calcarei grezzi esportati a consuntivo 2015 sono stati pari a 377 milioni di dollari, un valore in diminuzione del -14,2% rispetto al 2014 e che risulta il saldo economico meno favorevole dell’ultimo quinquennio. Con valori minori, pari a 45 milioni di vendite, anche i silicei grezzi perdono quote, un -4,8% rispetto al 2014 che registra il peggiore risultato degli ultimi anni. La conseguenza è che il differenziale delle vendite effettuate nel complesso dei materiali lapidei grezzi da parte delle imprese italiane nel 2015 è stato del -13,3% rispetto a quello del 2014. Il totale di 423 milioni di dollari è stato l’ammontare meno propizio degli ultimi cinque anni, pur mantenendo un livello valoriale superiore a quelli raggiunti fino al 2010.

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Non cambia sostanzialmente il giudizio se la valutazione si sofferma sulle vendite dei materiali lapidei lavorati, anche in questo caso la componente più rappresentativa, quella dei lavorati speciali, ha ottenuto vendite per quasi 1.762 milioni di dollari, in calo del -9,8% nel raffronto con il 2014. Il valore a consuntivo 2015 risulta il peggiore degli ultimi tre anni e allargando la valutazione ad un arco di tempo decennale, l’ipotetica graduatoria per valore pone l’ultimo anno in un posizione mediana, difatti ben cinque annualità hanno registrato valori di vendite migliori.

Perdite nell’ordine del -25% sono riscontrabile per i lavorati semplici e variazioni negative del -1,5% per l’ardesia. Il totale del lapideo lavorato ha perso circa 10 punti percentuale nel 2015 rispetto all’annualità precedente.

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Sostanzialmente dello stesso valore, in specifico -10,7%, è quello identificativo della variazione in valore attribuibile alle vendite complessive del settore lapideo italiano, sia nella componente dei materiali lapidei grezzi sia di quelli lavorati, per un totale di vendite all’estero pari a 2.224 milioni di dollari statunitensi.

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In sentesi possiamo affermare che le valutazioni più che entusiastiche descritte anche di recente da alcuni analisti di settore, lasciano il campo alla critica roditrice dei numeri che, nel nostro caso, mostrano un ventaglio di difficoltà del settore lapideo italiano da non sottovalutare e da monitorare con accuratezza alle prossime scadenze.

L’export lapideo italiano vicino a 1,6 miliardi

(Foto Daniele Canali)

(Foto Daniele Canali)

Comparto lapideo Made in Italy in crescita anche nel primo semestre 2015. Da gennaio a giugno, l’export italiano di marmi, graniti e pietre naturali ha registrato un aumento del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2014, grazie a 978,1 milioni di euro di ordinativi da oltreconfine. Nello specifico, sono i prodotti finiti e semilavorati a trainare la corsa, con vendite per 777 milioni di euro (+7,3%), mentre i materiali grezzi, con 201,1 milioni di euro, segnano un leggero calo (-2,3%). Crescita a doppia cifra per le esportazioni di macchine e tecnologie italiane di estrazione e lavorazione, con un controvalore di 616,1 milioni di euro (+28,8%).

Sono questi i numeri, elaborati dall’Osservatorio Marmomacc-Confindustria Marmomacchine, con cui il settore nazionale si presenta all’appuntamento con la 50ª edizione di Marmomacc, la più importante manifestazione internazionale per il business e la cultura legati alla pietra naturale, in programma alla Fiera di Verona da mercoledì 30 settembre a sabato 3 ottobre 2015.

«Marmomacc da 50 edizioni costituisce la prima piattaforma di promozione globale per lo sviluppo dell’industria marmo-lapidea – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere –. Quest’anno sono presenti 1.524 espositori, dei quali 588 italiani e 936 esteri da 55 nazioni, mentre attendiamo più di 60mila operatori specializzati da 140 paesi. La manifestazione riveste quindi un ruolo strategico per il comparto, riconosciuto anche dal Ministero per lo Sviluppo Economico che l’ha inserita nel Piano di promozione straordinaria del Made in Italy».

Secondo Flavio Marabelli, presidente onorario di Confindustria Marmomacchine «I dati positivi del 1° semestre relativi all’export settoriale – sia per i materiali che per le tecnologie – sono la migliore risposta alla scelta del MiSE di includere il nostro comparto all’interno del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy, che prevede lo stanziamento di fondi per la promozione dei principali settori dell’industria nazionale attraverso le piattaforme fieristiche di riferimento. Nel complesso, il nostro rimane uno dei comparti industriali di riferimento per il Paese, grazie ad un valore delle esportazioni che, nel 2014, ha sfiorato i 3 miliardi di euro e ad un saldo commerciale annuo attivo di quasi 2,5 miliardi».

Focus prodotti lapidei grezzi, finiti e semilavorati

I principali mercati di destinazione dei materiali lapidei lavorati, anche nei primi sei mesi dell’anno, vedono al primo posto gli Stati Uniti con 218,7 milioni di euro (+30,2%), seguiti dalla Germania, stabile con 71,3 milioni di euro. Nonostante le tensioni internazionali, la Russia si conferma il maggior cliente delle imprese italiane ad Est, con 23,5 milioni di euro (+6,6%). In crescita anche le esportazioni verso Turchia (6,6 milioni di euro/+19,6%), Polonia (9,2 milioni di euro/+10,8%) e Azerbaigian (4,5 milioni di euro/+6,6%).

In Medio Oriente, spiccano Emirati Arabi Uniti (35,2 milioni di euro/+54,3%), Arabia Saudita (36,5 milioni di euro/-1,9%) e Kuwait (16,9 milioni di euro/+8,7%). Tranne il caso del Marocco (17,9 milioni di euro/+11,8%), il bacino del Mediterraneo, tra Algeria, Tunisia, Egitto e Libia, segna un calo generale dell’import pari all’8,4 per cento.  Con 9,3 milioni di ordinativi, infine, raddoppia il fatturato delle aziende italiane verso l’India.

Tra gli acquirenti di materiali lapidei grezzi, invece, l’Asia continua a rappresentare ancora una volta l’area di riferimento. Nel primo semestre del 2015, aumentano le esportazioni dirette in India (44,1 milioni di euro/+30,7%), mentre scendono in Cina (-8,5%) che, con 58,9 milioni di euro, si conferma comunque il principale sbocco mondiale per i blocchi non lavorati di pietra italiana.

Segno positivo anche per l’import lapideo italiano. In sei mesi è aumentato sia quello relativo ai materiali grezzi (169,8 milioni di euro/+13,1%), in particolare dal Brasile (44,1 milioni di euro/+49,7%), sia quello di lavorati e semilavorati (57,9 milioni di euro/+16,3%).

Focus macchine e attrezzature per l’estrazione e la lavorazione delle pietre naturali

Riguardo al settore delle tecnologie per l’estrazione e la lavorazione delle pietre naturali – che già aveva chiuso il 2014 con un +1,7% –, nei primi sei mesi del 2015, i costruttori italiani hanno esportato macchine e attrezzature per un valore complessivo di 616,1 milioni di euro, con un incremento percentuale a doppia cifra pari a +28,8% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Anche in questo caso sono gli Stati Uniti a guidare la classifica delle destinazioni delle esportazioni, con ordinativi per 65,8 milioni di euro e un incremento dell’82% rispetto al primo semestre del 2014. Buona anche la performance delBrasile, secondo importatore con 50,6 milioni di euro (+78,6%), mentre scende al terzo posto la Turchia (33,5 milioni/-16,2%). Primo mercato europeo si conferma la Germania, quarta a livello generale con 31 milioni di euro di importazioni (+12,6%), mentre sale al quinto posto l’Algeria (26 milioni/+67,7%), seguita da Arabia Saudita (22,5 milioni/-1,5%), Regno Unito (20,9 milioni/+69,6%) e India (20,8 milioni/-46%). Chiudono la top ten dei paesi importatori, la Spagna (19 milioni/+ 158%) e la Cina (14,4 milioni/-30,7%).

Quadro di sintesi del comparto lapideo italiano: consuntivo 2014

Nel 2014 la filiera tecno-marmifera italiana ha fatturato oltre 3,9 miliardi di euro. Le esportazioni hanno sfiorato i 2,9 miliardi di euro, equivalenti a quasi il 75% del valore totale, con un saldo commerciale in attivo di 2,48 miliardi di euro. Considerando la produzione di marmi, graniti e pietre, sia grezzi che lavorati, l’Italia detiene il secondo posto per fatturato nella classifica dei paesi esportatori. La leadership è indiscussa nel settore macchine e attrezzature, dove la quota italiana sull’export di tecnologie per la lavorazione delle pietre naturali raggiunge il 60% del totale a livello mondiale. L’industria italiana legata al comparto lapideo, conta 3.339 aziende strutturate, con 33.680 lavoratori.

Cresce l’export lapideo italiano

(Foto Daniele Canali)

(Foto Daniele Canali)

Il settore italiano della pietra naturale ha esportato, nei primi sei mesi del 2015, 2.035.800 tonnellate di grezzi e lavorati per un valore complessivo di 1.003.144.697 euro, con un calo delle quantità dell’8,6% ma un aumento dei valori del 5% rispetto al solito periodo dell’anno precedente (vedi Tav. 1). Lo rende noto l’ufficio studi di Internazionale Marmi e Macchine elaborando i dati ISTAT sul primo semestre 2015.

Il valore medio unitario dell’export settoriale cresce passando da 429 euro per tonnellata, del primo semestre 2014, a 493 euro per tonnellata del 2015, ma se si considerano soltanto i lavorati in marmo il valore medio unitario all’export raggiunge 1072 euro per tonnellata .

ITALIA – TUTTI I PAESI

EXPORT

2014

2015

diff. % 2015/2014

Gennaio-Giugno 2014-2015

Tonn

Euro

Tonn

Euro

% Q.ta’

% Val.

MARMO BLOCCHI E LASTRE

763.657

176.921.112

678.864

175.112.818

-11,10

-1,02

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

64.917

17.724.335

73.621

19.987.944

13,41

12,77

MARMO LAVORATI

442.045

450.284.913

457.468

490.320.703

3,49

8,89

GRANITO LAVORATI

272.755

254.094.571

271.940

269.615.433

-0,30

6,11

ALTRE PIETRE LAVORATI

70.591

16.496.508

57.514

13.418.640

-18,52

-18,66

SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati

1.613.964

915.521.439

1.539.407

968.455.538

-4,62

5,78

GRANULATI E POLVERI

606.057

35.111.081

489.681

29.958.876

-19,20

-14,67

SubTOT con Granulati e Polveri

2.220.021

950.632.520

2.029.088

998.414.414

-8,60

5,03

ARDESIA GREZZA

1.920

859.524

1.307

779.568

-31,90

-9,30

ARDESIA LAVORATA

4.384

3.174.705

4.944

3.658.306

12,77

15,23

PIETRA POMICE

1.450

464.612

460

292.409

-68,24

-37,06

Totale

2.227.775

955.131.361

2.035.800

1.003.144.697

-8,62

5,03

L’ottima performance settoriale è infatti da attribuire proprio all’export di materiali lavorati, in particolare del marmo, che complessivamente (considerando marmi, graniti e altre pietre) ha fatto

registrare un valore di oltre 777 milioni di euro nei primi sei mesi del 2015, con una crescita tendenziale del 7,3%. E’ importante sottolineare, inoltre, che un terzo dei valori nazionali dell’export di lavorati (256,6 milioni di euro) è stato realizzato dalle aziende del comprensorio apuo-versiliese.

E’ l’ennesima conferma dell’eccellenza delle aziende del nostro territorio” afferma Fabio Felici – presidente di IMM “un territorio che punta sempre di più alla valorizzazione della materia prima di cui ha la fortuna di disporre. Il marmo segue ormai le logiche dei beni di lusso, spopolando in paesi ad alto reddito pro-capite non soltanto per usi in ambito edilizio, ma anche quale materiale che si presta ad interpretazioni completamente diverse unendo innovazione, arte e design di altissimo livello. Il dato per cui, rispetto al diminuire dell’esportazione di blocchi, ben un terzo del valore riferito all’esportazione di prodotti finiti sia attribuibile alle nostre aziende deve essere motivo di grande orgoglio: è qui che sono presenti le aziende produttrici delle tecnologie più avanzate e le maestranze migliori al mondo, e sono queste eccellenze che saranno presentate nel corso della prossima edizione di CarraraMarmotec, dal 18 al 21 maggio 2016, un’edizione tutta improntata alla valorizzazione del Made in Italy e del Made in Tuscany, con un ampio spazio dedicato all’innovazione e alla sostenibilità
Nello specifico, l’export di lavorati di marmo presenta un aumento delle quantità, che passano da 442 mila tonnellate nel I semestre 2014 a 457,5 mila tonnellate nei primi sei mesi 2015 (+3,5%), e un aumento ancora più evidente nei valori che raggiungono 490,3 milioni di euro registrando quasi un +9%. La crescita maggiore dell’export si riscontra sul mercato statunitense, primo mercato di sbocco dell’export lapideo italiano in termini di valore. Negli USA, nei primi sei mesi 2015, l’Italia ha esportato 79,7 mila tonnellate di lavorati in marmo per un valore di oltre 155 milioni di euro, registrando una crescita rispetto allo stesso periodo 2014 del 17% in quantità e di addirittura il 34,6% in valore.

Cala invece l’export di blocchi di marmo, sia in quantità che in valore. Nei primi sei mesi del 2015 sono state esportate 678,8 mila tonnellate di blocchi di marmo del valore di 175 milioni di euro registrando un -11% nelle quantità e un -1% nei valori. Un trend che in parte comincia a risentire del calo della domanda cinese che passa da un valore di 58,5 a 53 milioni di euro (-9%) e che risente dei disordini nell’area Nordafricana, in particolare in Libia e Egitto, dove l’export di marmo grezzo passa da un valore di quasi 26 milioni di euro, nei primi sei mesi 2014, a poco più di 17 milioni nel 2015 (-33%).
Interessante invece risulta il trend di crescita della domanda indiana. L’Italia, nel primo semestre 2015, ha esportato in India 205 mila tonnellate di marmo in blocchi e lastre per un valore di quasi 44 milioni di euro, registrando una crescita del 27% in quantità e del 31% in valore rispetto allo stesso periodo 2014. Per quanto riguarda la Germania, primo paese di sbocco dell’export lapideo italiano quando si parla di quantità, si registra un calo della domanda di marmo sia grezzo che lavorato, a fronte di un leggero aumento della domanda di granito. Complessivamente l’Italia ha esportato in Germania, per il periodo considerato, 107,5 mila tonnellate di materiali di pregio (marmi, graniti e altre pietre) del valore di 76,3 milioni di euro con un calo nelle quantità -5,7% su un valore sostanzialmente stabile (+0,2%) .

Diminuiscono quantitativamente le importazioni di pietra naturale, ma aumentano in termini di valore. Nei primi sei mesi 2015 l’Italia ha importato 750 mila tonnellate di materiali di pregio per un valore di 220,6 milioni di euro con un calo quantitativo del 2% ma un aumento nei valori del 12,5% (vedi Tavola 2). Tra i paesi fornitori, continuano a risultare sul podio il Brasile (38 milioni di euro, +37%) e l’India (33 milioni, +7,5%) ma risulta degno di nota anche il forte aumento delle importazioni italiane dal Mozambico. Nei primi sei mesi sono state importate dal Mozambico oltre 40 mila tonnellate di blocchi e lastre di granito del valore di 12,3 milioni di euro (un valore triplicato rispetto allo stesso periodo 2014).

ITALIA – TUTTI I PAESI

IMPORT

2014

2015

diff. % 2015/2014

Gennaio-Giugno 2014-2015

Tonn

Euro

Tonn

Euro

% Q.ta’

% Val.

MARMO BLOCCHI E LASTRE

191.879

46.578.032

154.781

47.707.803

-19,33

2,43

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

373.695

93.792.381

370.785

107.165.439

-0,78

14,26

MARMO LAVORATI

36.963

18.123.437

39.356

20.158.698

6,47

11,23

GRANITO LAVORATI

57.654

24.628.689

60.065

28.589.495

4,18

16,08

ALTRE PIETRE LAVORATI

29.618

3.948.599

42.342

5.732.235

42,96

45,17

SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati

689.809

187.071.138

667.329

209.353.670

-3,26

11,91

GRANULATI E POLVERI

40.825

2.411.084

50.045

4.181.944

22,58

73,45

SubTOT con Granulati e Polveri

730.633

189.482.222

717.374

213.535.614

-1,81

12,69

ARDESIA GREZZA

22.724

2.614.554

22.363

2.880.957

-1,59

10,19

ARDESIA LAVORATA

7.711

3.119.029

7.439

3.465.890

-3,53

11,12

PIETRA POMICE

3.954

841.729

2.996

760.021

-24,21

-9,71

Totale

765.022

196.057.534

750.172

220.642.482

-1,94

12,54

L’export italiano 2014: bene i marmi lavorati

Panoramica Cave Campanili Carrara (Foto Daniele Canali / Marmonews.it)

Panoramica Cave Campanili Carrara (Foto Daniele Canali / Marmonews.it)

Nel corso del 2014 il settore lapideo italiano ha esportato 4milioni e 194.035 tonnellate di marmi, graniti, travertini e altri materiali sia grezzi sia lavorati per un valore di 1miliardo e 940.861.130 euro, registrando un leggero calo delle quantità del -1,8%, ma un aumento dei valori del +0,4% (vedi Tavola 1).

Le statistiche relative all’intero 2014 sono diffuse da Internazionale armi e Macchine Carrara che ha elaborato, attraverso il suo ufficio studi, i dati Istat su base nazionale mettendoli a confronto con il suo archivio storico attivo dal 1979. La voce trainante dell’export italiano di marmi, graniti e altre pietre è quella del marmo lavorato che fa segnare un calo del -3,5% per le tonnellate esportate ma con un aumento dei valori del +3,8%, rispetto al 2013.

Infatti, nel 2014, l’Italia ha esportato 891.933 tonnellate di lavorati di marmo per un valore complessivo di quasi 936 milioni di euro con un aumento del valore medio unitario molto significativo perché passa dai 975 euro a tonnellata del 2013 a 1049 euro a tonnellata facendo segnare un +7,5%.

Diverso il risultato dell’export di marmo grezzo che, a fronte di un fatturato pressoché costante, fa registrare un calo delle quantità esportate del -3% su una cifra sempre molto importante di 1,3 milioni di tonnellate marmo in blocchi e lastre inviate all’estero per un valore di 331 milioni di euro.

Non si ferma, invece, il trend negativo del granito con una perdita ulteriore di quote tanto che nel 2014 sono stati esportati blocchi per poco più di 136 mila tonnellate per un valore di 36 milioni (-9,8% in quantità e -10,3% in valore) mentre sono stati esportati lavorati di granito per 570mila tonnellate del valore, ancora ragguardevole, seppure in calo, di 534,6 milioni di euro (-2,3% in quantità e -4,2% in valore). Il calo del -2% del valore medio unitario per l’export nazionale di granito lavorato ( che resta di 938 euro a tonnellata) testimonia le difficoltà che le aziende italiane cominciano ad affrontare nel competere con paesi ormai leader nella lavorazione come Brasile, India e, soprattutto, Cina per la quale invece il valore medio dei lavorati in granito è oggi ancora contenuto (414 euro per tonnellata) ma in crescita del +4,7%.

“I dati, che presentano luci e ombre, ribadiscono la connotazione che ha ormai assunto il settore italiano della pietra naturale nel quale il marmo assume un ruolo centrale – commenta il presidente di IMM Fabio Felici e di fronte a questi elementi si impongono scelte che devono tenere conto del quadro che si è definito con chiarezza. Sarebbe utile riflettere su una strategia che consenta di collocare i nostri lavorati su un piano diverso rispetto a quelli di paesi concorrenti che hanno un costo del lavoro più basso e normative ambientali meno stringenti. Da anni ormai il nostro export si caratterizza per il valore e la qualità del lavorato trasformato ed è essenziale puntare sul manufatto di qualità che esalta la nostra tradizione e il nostro saper fare che crea un prodotto di eccellenza e unico sul mercato mondiale. E’ necessario perciò – prosegue il presidente Felici – definire strategie condivise investendo in comunicazione e marketing e migliorare le sinergie possibili tra industria, sostenibilità, tradizione, arte, territorio e cultura perché sono i vantaggi competitivi del Made in Italy sui quali possono puntare le nostre aziende. I prossimi mesi saranno molto importanti non solo per le strategie ma anche per rilevare segnali dal mercato interno che, ormai da anni, si è attestato su livelli assolutamente insoddisfacenti. Molti elementi di riflessione relativi sia ai mercati sia all’evoluzione del prodotto verranno da Carrara 2015 Marmotec Expo Edition che si terrà dal 18 al 21 giugno e che ci consentirà di raccogliere ed elaborare informazioni e riflessioni del mondo degli operatori internazionali e degli architetti italiani categoria fondamentale nella scelta e nell’uso del marmo”.

Una lettura approfondita delle statistiche mette in evidenza che l’export verso i paesi UE mostra segnali di ripresa, almeno nei valori, con un totale di 598 mila tonnellate di materiali di pregio (-0,3%) per un valore complessivo di 474,4 milioni (+4,7%). A fare da traino sono le esportazioni verso Germania e Regno Unito. Verso la Germania sono state esportate 227 mila tonnellate di materiali di pregio per un valore di oltre 157 milioni, con un aumento delle quantità rispetto al 2013 del+4,4% e del +5% nei valori.

Il Regno Unito nel 2014 ha assorbito 43 mila tonnellate di materiali di pregio per un valore complessivo di circa 70,7 milioni e un aumento delle quantità del +23% e del +35% nei valori.

Tavola 1 ; ITALIA – TUTTI I PAESI

EXPORT

2013

2014

diff. % 2014/2013

Gennaio-Dicembre 2013-2014

Tonn

Euro

Tonn

Euro

% Q.ta’

% Val.

MARMO BLOCCHI E LASTRE

1.415.594

331.303.793

1.373.067

331.035.435

-3,00

-0,08

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

151.235

39.985.495

136.388

35.846.130

-9,82

-10,35

MARMO LAVORATI

924.425

901.681.362

891.933

935.810.659

-3,51

3,79

GRANITO LAVORATI

583.445

558.378.765

569.790

534.623.450

-2,34

-4,25

ALTRE PIETRE LAVORATI

136.369

33.159.009

131.960

31.242.450

-3,23

-5,78

SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati

3.211.067

1.864.508.424

3.103.137

1.868.558.124

-3,36

0,22

GRANULATI E POLVERI

1.047.196

58.499.953

1.076.132

63.112.249

2,76

7,88

SubTOT con Granulati e Polveri

4.258.263

1.923.008.377

4.179.270

1.931.670.373

-1,86

0,45

ARDESIA GREZZA

3.613

1.714.203

3.793

1.652.026

4,98

-3,63

ARDESIA LAVORATA

9.278

7.031.585

9.224

6.747.366

-0,59

-4,04

PIETRA POMICE

807

565.864

1.749

791.365

116,63

39,85

Totale

4.271.962

1.932.320.029

4.194.035

1.940.861.130

-1,82

0,44

Riflessione diversa si impone per il mercato degli Stati Uniti dove, dopo i primi mesi del 2014, quando l’export verso gli USA sembrava in fase di stallo, nell’ultima parte dell’anno si registra un’accelerazione e l’anno si è chiuso con un +2,3% nei valori esportati dall’Italia per oltre 371 milioni di euro di marmo, granito e lavorati in altre pietre. Le quantità sono invece in calo del 2,3%, per un totale di 226 mila tonnellate e una conseguente crescita di quasi il 5% del valore medio unitario dei prodotti esportati (pari oggi a 1.643 euro per tonn.). Il mercato USA richiede prevalentemente lavorati in marmo che hanno generato export per un valore pari a 257 milioni di euro (+16,7% rispetto al 2013).

Il valore dell’export verso i paesi medio-orientali ha avuto, nel 2014, un calo complessivo ma risultano comunque particolarmente interessanti i mercati di paesi come Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Libano e Israele che importano materiali di qualità con valore medio unitario di 608 euro per tonnellata, per un valore complessivo di quasi 128 milioni di euro, segnando una crescita del +23%.

Fa segnare invece un calo l’export verso la Cina, anche se la cifra assoluta resta molto elevata con 481 mila tonnellate(-9,8%) di materiali per un valore di 133,3 milioni (+0,72%).

L’IMPORT ITALIANO NEL 2014

Buoni i segnali vengono dalle importazioni, necessarie per ricostituire le scorte ma anche indice di commesse che comportano trasformazione di qualità.

Nel 2014 l’Italia ha importato complessivamente 1.483.059 tonnellate di marmi, graniti e altre pietre per un valore di 395milioni di euro con un aumento del +6,6% in quantità e del +5,7% in valore rispetto al 2013 (Tav 2) testimoniando la necessità di approvvigionamento delle imprese legata agli ordini.

ITALIA – TUTTI I PAESI

IMPORT

2013

2014

diff. % 2014/2013

Gennaio-Dicembre 2013-2014

Tonn

Euro

Tonn

Euro

% Q.ta’

% Val.

MARMO BLOCCHI E LASTRE

320.445

84.578.155

372.781

96.367.090

16,33

13,94

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

666.160

168.689.525

713.236

182.178.355

7,07

8,00

MARMO LAVORATI

74.361

37.757.121

74.742

37.661.417

0,51

-0,25

GRANITO LAVORATI

129.801

53.370.063

110.663

50.157.687

-14,74

-6,02

ALTRE PIETRE LAVORATI

73.008

10.322.228

67.295

9.703.425

-7,83

-5,99

SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati

1.263.775

354.717.092

1.338.717

376.067.974

5,93

6,02

GRANULATI E POLVERI

51.051

4.463.909

72.777

5.112.034

42,56

14,52

SubTOT con Granulati e Polveri

1.314.826

359.181.001

1.411.494

381.180.008

7,35

6,12

ARDESIA GREZZA

54.390

6.993.361

50.222

6.216.863

-7,66

-11,10

ARDESIA LAVORATA

14.945

5.961.320

14.632

6.110.003

-2,10

2,49

PIETRA POMICE

6.719

1.428.887

6.712

1.507.359

-0,10

5,49

Totale

1.390.880

373.564.569

1.483.059

395.014.233

6,63

5,74

In particolare sono aumentate del +16,3% in quantità e del +13,9% in valore le importazioni di marmi in blocchi e lastre per un valore complessivo di 96,3 milioni. Quasi doppie le importazioni di granito grezzo che toccano le 713 mila tonnellate per oltre 182 milioni (+7% in quantità e +8% in valore).

I primi paesi fornitori per le aziende italiane restano la Turchia per i marmi e Brasile e India per il granito. Continuano comunque a crescere le importazioni dalla Croazia dalla quale abbiamo importato 119,3 mila tonnellate di marmo in blocchi e lastre del valore di oltre 15 milioni di euro, con un raddoppio nelle quantità e una crescita in valore del +75,6% rispetto al 2013.